La postura: una questione di equilibrio

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La posturologia studia il corretto allineamento verticale del corpo umano in rapporto alla forza di gravità, alla pressione atmosferica ed all’ambiente che lo circonda.

 

La postura è una caratteristica della specie umana ed è funzione indispensabile alla sopravvivenza, tanto da essere annoverata tra le funzioni egemoniche come quella respiratoria, alimentare e sessuale.

Nell’uomo la postura è la principale forma di comunicazione non verbale: è il linguaggio del corpo.

La cibernetica posturale si avvale di meccanismi quali:

  • la raccolta di informazioni circa la localizzazione del centro di gravità corporeo (organi di senso-recettori);

  • integrazione di tutte le informazioni a vari livelli del s.n.c.;

  • azione di compensazione (corteccia cerebrale, ipotalamo, cervelletto);

  • la trasmissione attraverso le vie discendenti ai motoneuroni esecuzione del movimento.

Tutte le alterazioni in entrata al sistema provocano, attraverso l’attivazione delle fasce muscolari, una condizione di squilibrio posturale con contratture muscolari asimmetriche.

Fondamentale, per la diagnosi differenziale, è un’attenta visita iniziale che, tramite dei test manuali e semplici valutazioni strumentali, ci indirizzi verso la corretta proposta terapeutica.

CONSIDERAZIONI SULLE VALUTAZIONI STRUMENTALI: la stabilometria statico-dinamica nell’atleta.

Nell’inquadramento diagnostico del paziente è data la possibilità al medico di avvalersi di test strumentali computerizzati. È così possibile misurare e registrare parametri funzionali utili all’identificazione e quantificazione dei fattori che concorrono a determinare lo stato patologico del paziente. In altri casi vengono evidenziate problematiche subcliniche, la cui valutazione è utile per il raggiungimento della massima coordinazione di tutte le componenti del sistema locomotore, della quale necessita soprattutto l’atleta agonista.

Gli esami strumentali consentono, inoltre, di monitorare nel tempo la situazione del paziente, fornendo un utile riscontro oggettivo ai sintomi riferiti dallo stesso e ai segni rilevati dal medico.

SI tratta di prove non invasive né dannose, condotte sempre in associazione ad una valida indagine anamnestica e clinica, finalizzata ad individuare il meccanismo patogenetico per il quale il test strumentale consente un approfondimento diagnostico.

Le implicazioni di carattere medico-legale relative alla possibilità di registrare dati oggettivi basterebbero da sole a suggerire di valutare con attenzione l’opportunità di avvalersi di questa strumentazione.

D’altro canto, l’impegno economico per il professionista, che si riflette poi sul paziente, e la necessità di adeguare i propri protocolli diagnostici, integrando con i rilievi strumentali, richiedono una precisa valutazione delle indicazioni all’impiego di ciascuno di questi supporti tecnologici, per individuare quegli strumenti che più efficacemente affiancano ed avvalorano le procedure operative di ciascuno.

È opportuno, in questo ambito, sottolineare che l’approccio strumentale deve sempre essere preceduto da un’efficace indagine anamnestica e clinica, così che l’esame stesso possa avallare o smentire un sospetto diagnostico già formulato, oppure monitorare i risultati di una terapia condotta con metodiche e finalità precise.

Solo così l’analisi della grande quantità di dati che si possono oggi avere a disposizione rappresenta non una massa di numeri e grafici nella quale cercare l’ispirazione diagnostica, ma un valido ausilio terapeutico per il clinico che sappia utilizzarne i vantaggi.

 

La pedana Baro-podometrica

È fondamentale confrontare i risultati dell’esame condotto in posizione standardizzata e ripetibile con quelli ottenuti dai test durante la reale esecuzione del gesto sportivo, ad esempio, nel caso dei ciclisti, una significativa variazione del rapporto occlusale fra le arcate dentarie è stata rilevata con l’atleta in posizione crono, cioè proteso in avanti con forte estensione del corpo e arretramento mandibolare.

È questo un caso nel quale l’applicazione del bite può portare sensibili vantaggi.

La pedana stabilometrica rappresenta un importante ausilio di cui è possibile avvalersi nella diagnosi e nella programmazione, nell’esecuzione e nel controllo di una riabilitazione gnatologica, ortodontica o protesica e, ancora più importante, quando il paziente soffra di atteggiamenti parafunzionali (bruxismo, serramento, ipercontatti occlusali, abitudini viziate) o manifesta sintomi riconducibili ad una sindrome disfunzionale cranio-cervico-mandibolare attiva o latente oppure quando si è in presenza di un atleta che solleciti al massimo le proprie risorse fisiche.

Dr. Giovanni Amarù

Medico Chiururgo Posturologo

Socio AMSPD

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