Screening cardiaco non invasivo: possibile identificazione di instabilità elettrica e substrato patologico negli atleti.

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Noninvasive Cardiac Screening in Young Athletes With Ventricular Arrhythmias
Il Dipartimento di Scienze Cardiache, toracica e vascolare, e il Dipartimento di Scienze Mediche Diagnostica e Terapie Speciali dell'Università di Padova hanno posto l’accento sulla importanza delle indagini cardiache non invasive in atleti con aritmie ventricolari nel corso di un programma di screening per il rilascio di idoneità agonistica.

Il protocollo prevedeva ecg basale, test da sforzo, ecocardiografia bidimensionale color doppler, ecg dinamico secondo Holter delle 24 ore, la ricerca di potenziali tardivi ventricolari e, in alcuni casi selezionati, la RMN cardiaca con mezzo di contrasto. Il gruppo di indagine era costituito da 145 atleti di età media 17± 5 anni. Nell’85% dei reclutati l’ecg di base è risultato normale. Aritmie ventricolari sono state rilevate, inizialmente, durante il test da sforzo (85%) e nei restanti casi (15%) nel monitoraggio Holter e all’ecg di base. Nel 56% dei soggetti i complessi ventricolari prematuri risultavano scomparsi durante l'attività fisica. Extrasistoli ventricolari durante il monitoraggio Holter erano in media 4.700 nelle 24 ore prevalentemente monomorfe (88%), singole, e/o in coppie (79%). In 29 soggetti (20%), l’ecografia cardiaca ha rilevato prolasso della valvola mitrale, in 4 (3%) cardiopatie congenite e in 5 atleti (3,5%) anomalie cinetiche regionali del ventricolo destro. Diagnosi di cardiomiopatia aritmogena del ventricolo destro è stata definita solo in un singolo caso mentre la RMN cardiaca con mdc ha evidenziato anomalie cinetiche regionali del ventricolo destro in 9 su 30 atleti. Complessivamente, quindi, il 30% degli atleti valutati sono stati considerati a rischio di aritmie ventricolari potenzialmente pericolose, mentre negli atleti asintomatici e con l’ecg basale, prevalentemente normale, la maggior parte delle aritmie ventricolari può essere messa in risalto attraverso i test di screening non invasivi. In conclusione, lo screening cardiaco con esami non invasivi rimane uno strumento fondamentale per l'identificazione di un possibile substrato patologico  e per la caratterizzazione di instabilità elettrica.

 

The American Journal of Cardiology, Volume 111, Issue 4, 15 February 2013, Pages 557-562
Alexandros Klavdios Steriotis, Andrea Nava, Ilaria Rigato, Elisa Mazzotti, Luciano Daliento, Gaetano Thiene, Cristina Basso, Domenico Corrado, Barbara Bauce

 

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